23/12/2008

Come una mela da una freccia

Certi uomini non si fanno trapassare. Hanno la barba lunga e la faccia tosta di chi la sa lunga davvero. Eravamo cento ad aspettarti quel giorno, ma lui ci vinse e ti prese con sé e ti portò via. Come successe, nessuno mai lo comprese, eppure accadde e noi rimanemmo soli, sebbene fossimo novantanove. La solitudine è un sentimento personale, non si condivide, perciò la vicinanza dei corpi non ci propose altro che sbuffi di fiato gelido da sovrapporre ad altro fiato gelido e piedi battuti in fretta per non congelarsi.

Certi altri uomini, invece, si fanno trapassare, come una mela da una freccia. E’ inspiegabile in altra maniera, ma è la verità. Dondolano e ondeggiano, spossati dal vento che li tormenta, anche se brezza. Sono deboli, non ringhiano e non ragliano. Eppure sono cosa viva, pensante, parlante e sofferente. Come e più degli altri. Eravamo cento ad aspettarti quel giorno, gli uni in gara con gli altri, eppure lui ci vinse e ti prese, portandoti via. Se anche lui fu bersaglio, come noi lo eravamo, il dardo gli rimbalzò contro, andando a conficcarsi nell’uomo debole accanto, che bisbigliò e cercò di afferrarti, ma senza nemmeno sfiorarti.

Gli uomini, molti di loro, sono dei bastioni alti e rigidi. Sono cellule incallite, che patiscono molte pene, ma non quella del confronto. Perché non sanno cosa sia. Gli uomini illuminano le proprie stanze, mentre le vostre, donne, rimangono al buio, casomai visibili della loro luce riflessa. Eppure sono cani bastonati, che non giocano se non hanno la loro palla preferita. Stanno comodi solo quando riconoscono il proprio giaciglio tiepido. Buffo vero che in tanta sicurezza e rigidità stia nascosta altrettanta imprecisione?

Stretti per non morire, pensavamo, ciascuno a modo suo, che se il solo vederti ci era stato concesso, un motivo doveva esserci. Le ragioni stanno lì ad insegnarci che non tutti devono farcela. I buoni motivi sono stati creati per consolare gli sconfitti.

Gli uomini sanno ridere, è la prima cosa che hanno imparato a fare. E chi rise per primo, rise di un altro, non con un altro. Lo scherno fu la seconda parola che impararono, il suo significato, l’uso smodato. E quando la donna apparve tra loro, la visione fu quella di una bomba che schizza schegge ovunque. Si riparano gli occhi, convinti che sarebbero diventati ciechi se l’avessero guardata troppo a lungo, e non avevano tutti i torti. L’amore acceca, ma rende visibile un’altra dimensione. L’amore s’appoggia sulla comprensione e sul sospiro, mentre l’uomo sapeva camminare solo con scarpe chiodate, tra sassi e mattoni dai chiari confini.

Siete labili, disse il primo e non si fece trapassare. Ma tra loro ci fu chi, così semplice da non saper usare la bocca e la lingua, improvvisò una danza, su due piedi e diede loro la mano. E si fece trapassare, come una mela da un dardo.

22:41 Scritto da: tapenoon | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: per valentina | OKNOtizie |  Facebook