08/05/2007
Sangue e sudore
In due mi trattengono alle spalle. E' durissima. Stringono troppo, l'avambraccio sinistro già insensibile rimane floscio e fatico il doppio a muoverlo. Il terzo non parla e picchia. Agita le mani in modo scomposto, tutti i suoi pugni arrivano a segno. Disegno con la faccia archi a destra e sinistra, schizzi di materia rossa macchiano le parti. Spero si noti. Se provo a tenere gli occhi aperti non è la stessa cosa, non va bene perché tutto mi sembra troppo, quantità e qualità, i rumori bastano e avanzano per farmi capire dove sto. Uno dei due alle spalle smette di trattenermi, accenno una difesa e mi becco un calcio al ginocchio. Mi piego, ma troppo veloce. Ora in due mi picchiano e uno mi tiene, braccio attorno al collo e alito pesante. Ansima, fa fatica anche lui perché non sono così mingherlino, questo è un difetto. Ho caldo, la flanella dei vestiti non traspira, i calzini tubolari scottano, i piedi dolgono. Ancora un pugno in faccia, dal labbro comincia a colare roba rossa e densa. Ce la faccio, ho la situazione sotto controllo. Tra un colpo e l'altro sposto il baricentro di lato, il loro compare si becca una sberla al posto mio. Liberato, mi spingo a testa bassa tra i due, li abbraccio trascinandoli con me. Finiamo a terra, tutti e tre. L'altro ancora dolorante in un angolo, gorgoglia qualche cosa, non lo sa fare bene. Aspetto una frazione di secondo, metto un ginocchio e tutto il peso sopra lo stomaco di uno dei due, espira rumorosamente e sviene. Male, non doveva andare così. L'altro si rialza, prende una sedia e me la fracassa sulla schiena. Un pomello finisce tra una vertebra e l'altra. Il calore schizza dal punto colpito verso l'alto e verso il basso. Sorpreso dall'effetto scoreggio senza volerlo, nessuno se ne accorge. Intanto quello che si era beccato il pugno al posto mio torna da me e mi calcia al fianco. Salto come un pesce fuori dall'acqua. Questo è d'effetto. Non mi rialzo subito e respiro, i due fanno altrettanto, il terzo ancora a terra svenuto. E' il momento giusto. Uno dei due spezza una bottiglia e si avvicina puntandomela addosso, striscio lentamente all'indietro. Finisco schiena al muro, mi raggiunge presto. Appena uno scatto all'indietro e mi ficca la bottiglia in pancia. Spalanco la bocca e mostro i denti.
Stop!
- Sei un coglione, quando di sei fatto incastonare un brillante nel dente? Luccica come un faro di notte, idiota. Si vede benissimo. Lo sai cos'hai fatto? Hai rovinato una scena da dieci minuti. Ora dovremo ripulire e rifare tutto. Si ricomincia domani.
Sputo la capsula con il sangue finto, mi rialzo e aiuto gli altri tre a ripulirsi dalla polvere. Da dietro la cinepresa arriva il protagonista. Vestito uguale a me e senza degnarmi di uno sguardo mette la lingua in bocca alla segretaria e se ne va a casa.
13:26 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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07/05/2007
alla luce dei fatti ti guardo meglio...
Accendo la luce dei fatti e ti guardo meglio, non sei come pensavo. Sei spina senza cavo, sei arrosto senza spago sbrodolato nella pentola, sei processore senza ventola, sei patrimonio dilapidato dagli eredi, hai belle gambe ma brutti piedi, sei cane da riporto, sei battello da diporto, sei mummia senza morto, guscio di bende vuoto, di me ami solo lo scroto, non ti piace casa mia, il nome della via, la scritta sullo zerbino, l'alone sul cuscino. Per te sono nessuno, che per Ulisse almeno era qualcuno, non apprezzi le mie battute, dici che ho un'orrenda cute, siamo proprio un pessimo binomio, più ci penso e più credo di aver preso la direzione sbagliata nel sacro svincolo del matrimonio.
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04/05/2007
Sicurezze casalighe
Tengo le promesse in frigo, così si mantengono.
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Hai deciso di vivere in un punto a caso del mio cervello, non è così?
Hai deciso di vivere in un punto a caso del mio cervello, non è così?
Tu vuoi che io mi sposti, ti cerchi fino a quando non ti avrò trovato, ma non è così semplice. E' come chiedere a un dottore di curarsi da solo, aprirsi e richiudersi e poi suturare. C'è un blocco da superare.
Hai deciso di andartene a vivere in un punto che non so del mio cervello, non è così?
Dovrei capire che quello che lascerai visibile è solo il carapace di una vecchia testuggine e io dovrei seguire la tua scia sulla sabbia fino alla tua nuova tana, ma non è così semplice. E' come chiedere a un cane di abbandonare volontariamente la cuccia. C'è un blocco da superare.
Dici che la religione può aiutarmi, indicarmi la via. Permettimi di dubitare, che forse il senso e la direzione potrebbe anche dartela, ma il mezzo è sempre quello. Ci dovrò andare con le mie gambe dove stai tu e non è detto che sia zona accessibile a tutti.
11:47 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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03/05/2007
Dazio-strazio
Così mi fai pagare il dazio, per questo strazio.
Hai detto vai via, ho detto così sia.
Sono uscito, mi hai colpito.
Alle spalle, meglio che alle palle.
Vedi, come certe volte una letterina ti toglie un dolore.
Senza rancore hai detto, chiama un dottore ho detto.
Hai chiamato, ma quello sbagliato.
Veterinario per corrispondenza, fotocopia di licenza.
Una flebo di un coso giallo, il cuore in stallo.
Come stai, morirai? Hai detto. Quando mai, ho risposto.
Mai dire quando, hai detto, parafrasando e sbagliando.
Non sei più tu, hai detto, meglio fare una flebo blu.
Tu veterinario, inutili le mie bestemmie a corollario, hai eseguito.
Sono andato a quel paese, dove inferno fa rima con eterno
e il paradiso è solo un divano-letto condiviso.
16:08 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Scambio d'equilibrio
Accade. A volte. Succede anche qui.
L'equilibrio che stava altrove, si presenta alla porta. Non bussa, non suona. Apri e quello t'abbraccia. Avevi un centro, ora ne hai un altro. Ti sposti, ma ti pare di non sapere più camminare. Non è come imparare a pedalare, che una volta che hai capito come si fa poi non te lo dimentichi più. No. Se perdi l'equilibrio per trovarne un altro non torni indietro. Non è operazione retroattiva e quello che era non è più. Potresti non riconoscere facce, posti, lingue. Parlerai francese, ma ti sentirai a disagio anche in casa tua. Allora parti, tenti di ricostruire luoghi e colori, odori ma anche i vestiti puzzano di nuovo, eppure non li togli da tre giorni. Similmente i tuoi accessori non t'apparterranno più. Avevi un orologio, ora ti pare di averlo rubato a qualcuno se lo indossi. La collana ti sta larga, il nuovo equilibrio ti ha reso più snello. Se non sei solo in casa scappa, prima che altri si accorgano che non sei più tu. Se, diversamente, non c'è nessuno con te, prova a gridare il tuo nome, sempre che te lo ricordi, e dimmi cosa ti pare. Secondo me, ti chiederai chi mai fosse quello con un nome così brutto. Poi, prendendo in prestito le scarpe del tuo vecchio io, te ne andrai lasciando un vago ricordo di te in quelle stanze.
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02/05/2007
Di colpo ti vedo per quella che sei...
Ti stringo tra le braccia e di colpo ti vedo per quella che sei: ammasso di gomma siliconica con sorriso veramente stampato in faccia. Mi piacevi di spalle, ma ora che ti guardo, il tuo occhio fisso non mi attrae più. Penso ti restituirò al sexy shop prima di sera.
14:38 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Sviste su Riviste Viste
"....così siamo finiti pancia a terra, il modo migliore per non morire soffocati dal nostro stesso vomito. Devo dire che l'esperienza mi ha insegnato che certi limiti fisiologici non sono uno standard, ma che la personalizzazione in questo caso vale più che la statistica. Dico, se tu bevi mille grappe non vuol dire che anch'io, di stazza similare e coetaneo, possa farlo. Cari lettori, scusate, avevo quattro righe free pass concesse dal capo redattore e me le sono giocate in questa maniera. Magari saranno di buon esempio per qualcuno. Ora, ho sentito dire in giro che nel 2012, il ventuno di dicembre ci sarà la fine del mondo, oppure un cambiamento di mentalità generale che porterà la nostra era ad un finale a sorpresa, facendone di conseguenza iniziare una nuova. Potesse essere quella del free-funcking, ma non credo. Oggigiorno si tende a cattolicizzare tutto quanto, rendendolo sterile e prevedibile fin nei minimi dettagli. Voglio dire, pensate come sarebbe bello se dal ventidue di dicembre del 2012 uno potesse uscire per strada e inscatolare la prima bella ragazza che passa senza che questo generi scandalo. Oh, badate bene, lo stesso farebbe la ragazza con voi, perchè il free-fucking coinvolge entrambe i soggetti in modo paritario e non c'è discussione o litigio. Le cose vengono fatte al 50 e 50. This is an equal opportunity operation, tentativo sincero di buttare tutto sul fisico. Gli amplessi, a volte, risolvono molte più cose che i trattati di pace scritti o le convenzioni tra paesi. Si pensi ad una grande ammucchiata generale, senza distinzione di razze, magari un'energia a noi ancora ignota potrebbe scaturire da questo scontro di molecole. Forse così risolveremmo un paio di problemoni come la guerra e l'inquinamento. Devo dire che quando ho sentito la notizia ero in bagno, diciamo a leggere il giornale. Mi son fatto subito un rapido calcolo di quanti anni avrò. Quarantuno. Ottima età per fare ancora tutto. Credo che quel giorno mi alzerò di buon ora, se nulla accadrà almeno sono certo che così facendo avrò tutta la giornata davanti..."
da Scopantonio, settennale 2000
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30/04/2007
Buzzurra poesia d'amore
Ti aspetto a braccia aperte,
sì lo so, la porta è chiusa, pensavo che una metafora bastasse per farti entrare.
Ti ho aspettata anni,
in effetti non c'eravamo dati appuntamento, ecco perché non mi lamento.
Pensavo che il nostro amore sarebbe bastato,
ora avverto un certo languorino e fu un errore non fare la spesa.
Pensi che dal troppo amore nacque il cannibalismo?
Se mi dai del codardo io lo accetto,
basta che lo accompagni con del buon vino rosso.
Se mi dai del bollito ancora meglio,
con la senape è la morte sua, poi la mia, dici tu.
Ti ho sposata nel bene e nel male,
in salute e in malattia,
in ricchezza e povertà,
di ceto medio non s'era parlato, dunque io credo potremmo discuterne.
Hai chiamato il tuo ex per farmi ingelosire,
senza sospettare che la chiamata fosse gratuita. Ho cambiato gestore e abbonamento.
No, non mi lamento, sto solo cercando di far venire l'ora di cena.
Scommetto che davanti al mio brasato non saprai resistere.
Quando ci conoscemmo io ero il cameriere e tu la cliente. Ti portai un vassoio di fritto misto.
Te lo dissi, ora sei alla mia portata. Chissà se ancora non la battuta non l'hai capita...
22:59 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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28/04/2007
Bromuro d'amor perduto
Siamo stati bene, albergo a mille stelle che io la figuraccia ce la dovevo mettere. Entrando in camera ti ho detto: ma ce la possiamo permettere? E i tizi dietro a noi giù a ridere, ma mica per la battuta, di noi ridevano. Va bene, incassato il colpo hai detto: guarda che questo lo incasso, ma per altri non ci contare che con questi non si diventa ricchi. Poi è andata com'è andata, tu volevi mangiare in un posto tipico e mi hai portato in una bettola del centro. Che strani tipi dietro al banco, barboni, capelloni, bandane, tipo metallari insomma. Hai detto: osteria, ecco cos'è. Qui si mangia bene. In effetti non era male, ma niente birra, mi hanno detto. Acqua frizzante hai chiesto, mi spiace qui solo naturale, ti ha risposto il sommelier che a prima vista sembrava uno di una boy band del cazzo. Diciamo che va bene lo stesso, portaci del vino, un quartino tanto per cominciare. O bicchiere o bottiglia intera, dice lui. E siccome non sono un fottuto mago che i soldi non li creo gli ho detto al ragazzino: ok, basta che non sia da quarantacinque euro a bottiglia. No, diciotto ma è la base dice lui. E allora beviamoci questo cazzo di vino della base, come fosse il popolo elettore che trinca e poi paga. Fatti i conti, tre piatti di cui due sottospecie di insalate fanno sessanta euro. Ho bevuto da solo la mia bottiglia di rosso, perché gli altri due commensali insistevano nel diluirlo con acqua. Zigzagando fino all'albergo ho rincorso i piccioni che sostavano davanti al duomo, forse in preghiera. Per certo ce n'era uno irriverente che pregava per i suoi cari estinti. Diceva: pensiamoci bene, fratelli a questa irriverenza di dio che prima ti dice di aspettare, che tutti risorgeremo, noi volatili compresi e poi ti insegna una preghiera che dice "eterno riposo...", ma allora se è eterno non c'è mica altro dopo. Un grande quartiere dormitorio dev'essere il paradiso. Sono passato proprio mentre lo diceva, poi mi ha sentito ed è volato via, fin sopra le guglie. Non so, magari mi sbaglio, magari il rosso mi stava dando alla testa, ma secondo me quello ragionava così. Di notte siamo finiti in argomento sesso e tu hai detto: ecco, verrai ben a cercarmi, tu che stai sempre sull'attenti. Ah, le ho detto io, vedremo se sarà così. Mi son messo d'impegno e mi ripropongo di non cadere in tentazione. Immagino l'autostrada che scorre sotto ai miei pneumatici golosi, schivo le auto tentatrici e se per caso ne sento il bisogno ci sarà sempre l'autogrillo onanista, dove a differenza di quelli soliti, lì il serbatoio non te lo riempiono ma te lo svuotano. Schifatevi se volete, ma non dite che non è così.
23:45 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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26/04/2007
Arrivai da te....Tapenoon da Ferrara
arrivai da te a mani giunte.
Ancora non capisco come potessero essere già li.
- forse perchè sono un tipo prudente e metto sempre le mani avanti -
ho pensato sinceramente.
08:21 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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24/04/2007
Donna Imperiale
Apri e chiudi finestre,
fai come se fossi a casa tua,
in realtà stai solo ingolfando un sistema già lento di suo.
12:29 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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23/04/2007
Ho aperto le braccia, negozio che non chiude mai sono io...
Ho aperto le braccia, negozio che non chiude mai sono io, e tu sei entrata facendo tintinnare i campanelli. Ero pronto a servirti, camice lungo e berretto per non far cadere i capelli sulla tua mercanzia. Hai ordinato, due etti e mezzo di puro sesso. Vuole quello nostrano? Ti ho chiesto, ma si vedeva che la domanda era mal posta. No, mi dia quello con la goccia, quello che fanno vedere alla televisione, senza grassi, solo proteine. Uffa, ho tristemente sospirato e levato dal bancone il mio preferito. Sarà anche brutto da vedere, ma nel palato si fa sentire tutto il gusto di casa. Ho cominciato ad affettare e ogni passata era un sospiro. Quanto? Due e mezzo? Quando ho smesso ho visto che la bilancia pesava quasi quattro etti di sesso. Che faccio signora, lascio? Hai dato un'occhiata alla mercanzia, mi sono sentito avvampare dentro, hai detto no, troppo per i miei gusti. Davvero esagerato, levi e mi tenga i due e mezzo che le avevo chiesto. Ho tolto, messo da parte in un fazzoletto e ho confezionato il tanto che volevi. Scontrino alla cassa, signora mia. Salutare sempre, perché il cliente ha sempre ragione.
23:24 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Se solo...
Accidenti. Se solo tu potessi svegliarti ora, papà, vedresti che poco è cambiato. O meglio, ha girato come su una giostra con i sedili legati alle catene, quelle dove devi pigliare una coda pelosa facendoti lanciare dal compagno che sta dietro. Ecco, sono stato lanciato, ho pigliato la coda pelosa e adesso sono tornato alla base. Capisci, se solo tu potessi svegliarti ora vedresti che sono tornato all'ovile metalmeccanico, come ti ricordavi. Sì, va sempre uguale qui. Poi, mi sono sposato ma già lo sapevi questo, era questione di mesi e quando hai deciso di dormire era già tutto fatto. Il disco lo abbiamo finito, ne abbiamo fatto anche uno nuovo, ma per te questa musica non era il massimo, so che non approvavi tutto quel rumore e dunque non sta qui la novità. Forse il libro scritto e uno in cantiere, ma a te piacevano quelli di spionaggio, non certo le mie puttantate doppiosensiste. Ecco, se solo tu potessi svegliarti ora, avresti la sorpresa dei nuovi nipoti. Questa sì che è una novità. Me l'immagino, tu seduto in poltrona e loro tre che entrano uno alla volta. Ecco ragazzi, questo è il nonno. Ma a questo punto credo che il tuo cuore non reggerebbe. Già non lo fa il mio al solo pensarci su...
08:50 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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21/04/2007
Sto dove l'anima starebbe, ma trovo chiuso...
Sto dove starebbe l'anima, ma trovo chiuso. Che sia in ferie, che se ne sia andata altrove, chi può dirlo se non il biglietto sulla porta? Sto dove starebbe ora San Pietro prima di benedirmi all'entrata e dico- non puoi mica passare così, tieni la drink card? - L'anima non sente, non c'è, torno subito, sta scritto. Le altre anime alle spalle premono, insistono per entrare, ma non credo ci sia abbastanza posto dentro. - Non potete entrare, non spingete. Mica conosci qualcuno dentro? - E chi non ha almeno un parente da quelle parti. Questa mia uscita non è stata la migliore, devo imparare ad essere più cattivo ora che sto qui, dove starebbe l'angelo custode, sgabello alto e ali di tulle, che non vedeva l'ora di conoscerti di persona. Meno male, sei arrivato, ma quanto ci hai messo dannazione? Scusa, poi dice. Da queste parti dannazione non è solo e una semplice imprecazione. Ora che sto qui, dove Abele una volta tanto sta meglio di Caino, devo imparare a parlare in modo decente, se non intelligente almeno convincente. - Ehi voi, nelle retrovie, non spingete. Sapete, se per caso viene la polizia dite loro che vi manda papà, capiranno. - E quelli indugiano, perché di solito la scusa, a casa loro, non funziona mai. Ora che ci penso, mi sento leggero e praticamente assente di peso. Che l'anima pesasse più di ventuno grammi l'avevo sospettato, perché con tutto quello che ho mangiato non posso aver digerito tutto da solo. So per certo che la mia anima adorava il lardo, so che a vederlo soffriggere sulla griglia vibrava golosa. Ebbene, ora che sto qui, dove l'anima starebbe, dico che non è poi così male e se non fosse per quel profumo di fiori esageratamente forte, che ti fa perdere l'appetito, potrei dire d'essere in vacanza. Animo cattolici, voi che sovvertite le regole della natura, voi che siete certi che tutto passa, ma non sparisce, voi che la morte la dite un trucco e dove c'è trucco c'è inganno, datevi una mossa e ricordatevi che proprio voi avete ribaltato il famoso detto che chi non muore si rivede. Perché, con un pelo di pazienza, proprio chi muore ce l'avrete davanti. Solo io, che sto dove starebbe l'anima, proprio oggi trovo chiuso. Il mio esercizio riposa la domenica, tendenza strana in un posto per turisti.
16:11 Scritto da: tapenoon in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
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