27/01/2012
dei librai
Lo so, parlare è facile, siamo tutti bravi a pontificare, ma lavorarci dentro è tutta un’altra minestra. Me ne rendo conto. Ma mi rendo conto anche che il mestiere del librario, così come quello del prete o del cuoco, si dovrebbe fare sentendo una certa vocazione dentro. O almeno, nei miei pensieri più ingenui e fiabeschi dovrebbe essere così. Ho sempre guardato ai librai come a dei custodi della parola, oppure come fossero il vagone di un convoglio dove in testa c’è la locomotiva dello scrittore, unita al carro col carbone dell’editore e a seguire tutti gli altri della filiera. I treni più bravi arrivano puntuali alla stazione dei lettori.
Dicevo dei librai. Ho letto volentieri l’articolo di Antonella Barina nell’inserto culturale di Repubblica della scorsa settimana (pag.104). C’è questo tizio inglese, James Daunt, che ha fatto la grana aprendo una catena di librerie in giro per Londra, imbarcando un sacco di clienti in tempo di crisi e con l’arrivo degli ebook. La ricetta è semplice quanto rara: professionalità, cortesia, atmosfera. Voglio dire, e non me ne vogliano i nostri librai, ma quante volte siamo entrati in una libreria e ci sembrava di stare al supermercato? Quante volte il libraio ci ha consigliato appassionatamente, ha estratto da una catasta di libri uno che a noi sembrava infimo e ce l’ha raccomandato? I libri, si è detto in mille maniere, sono oggetti particolari, quasi sacri. Con loro ci usi un sacco di sensi: la vista, il tatto, l’odorato. Ci fai quasi l’amore. Ci fai l’amore quando con la moglie o col marito vai in bianco. E ti piace pure. Insomma, quello che gli ebook non possono fare è questo: entrare in empatia col lettore. Hanno sì la comodità, sono sì economici, più veloci da reperire e hanno mille altri vantaggi. Personalmente, però, non mi ci vedo a leggere un ebook in un posto particolare, con la luce ovattata, l’odore del legno dei tavoli, in un’atmosfera rilassata. È un potere dato ai libri, al cibo e, per chi ci crede, alla preghiera. I migliori ristoranti, le migliori librerie, le più belle chiese sono ambienti raccolti, particolari. I più bravi cuoci, i librai preferiti, i preti benedetti sono quelli che sanno dirti e darti la cosa giusta al momento giusto, entrando in sintonia con te. Una libreria dove trovo anche uno dei miei libri (per dirne una), ma che è gestita da una statua di gesso che pigia tasti e non si muove da dietro il banco, statene certi, mi vedrà solo quando necessario. Possiedo un Kindle, acquisto e leggo ebook (anche se non da molto) e sto imparando a farli convivere. Quello che però mi manca sono le figure fisiche umane, i librai, quelli socievoli, quelli appassionati, che ti consigliano o ti diffidano, che ti sorreggono come angeli custodi. Io, se ne conoscessi di così pregni di vocazione, farei la loro fortuna.
08:56 Scritto da: tapenoon in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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24/02/2011
Mio fratello muore meglio - presentazione Roma
15:31 Scritto da: tapenoon in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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