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<title>I ricordi della mangusta</title>
<description>Dai ricordi al falso raccontato. Dalla realta' stravolta alle bugie piu' grosse. Un diario che non e' un diario, perche' a me i diari non piacciono.</description>
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<lastBuildDate>Fri, 19 Mar 2010 15:34:35 +0100</lastBuildDate>
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<title>She’s looking good, I’m in the mood</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 15:34:35 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;La tracotanza o la prosopopea vanno bene per chi adora i preliminari, non certo per quelli come noi che amano il dritto e il sodo, mi sono spiegato no? E sistemare certi affari facendo ampi giri di parole e movimenti di mani, sfregamenti di palmi, soffiate all’orecchio, succhiate di lobo e stroboscopiche negli occhi, oddio no, non fa al caso nostro. Arrivare al punto è una missione. La vuoi svolgere? E allora non fermarti a guardare il paesaggio, stronzo. Con le braghe, giù anche la testa e poi avanti come un toro verso il rosso di un vessillo. E le romanticherie, dici? Quelle sono solo insulti, io ti rispondo. Perché ricorda che il rapporto di coppia non è un dare e prendere, ma sempre un darle e pretendere. Non dici niente? Posa quell’arma per piacere. Non fa bene al nostro umore.&lt;/p&gt;
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<title>La ghenga dei porci - prima puntata?</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:33:59 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Chiuderò gli occhi, tra lo schiudersi della sua bocca in avvicinamento e la mia metamorfosi facciale, quando i muscoli modificheranno l’espressione da triste a gaudente. Aspirerò l’aria, anziché soffiargliela dentro, che non senta aliti strani. Piuttosto sono io che vorrò tutta per me la sua aria. Ingollerò a pieni polmoni, fino a farla sgonfiare come un palloncino dopo una lunga festa di compleanno. E lei, incapace di staccarsi dal mio lungo bacio vorace, diventerà sempre più piccola e leggera, fino a restringersi tanto quanto un libro d’edizione tascabile. E, checché se ne dica, la bocca non è ancora considerata un’arma e lungi da me anche il solo pensarlo. Io, che sono il capo di questa ghenga, non ho altro da fare che sollazzarmi tra questo sogno ad occhi aperti e l’attesa di sentirla arrivare, ciabattando con le ballerine ai piedi sopra le piastrelle del vialetto. E tutto il resto, come senz’altro il vecchio e caro Califano può insegnarmi, è davvero vera noia.&lt;/p&gt;
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<title>Con Centrare</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:12:33 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Ad un certo punto cominciò a pensare che i credenti, relativamente a qualsiasi divinità in circolazione, avessero qualche cosa in più rispetto a lui. Sapessero cioè ragionare in modo migliore, diciamo in prospettiva verso un qualche cosa che lui non riusciva nemmeno ad immaginare. Insomma, avrebbe tanto desiderato essere capace di ricostruire a memoria la forma di una rosa, oppure focalizzare nel buio della sua cameretta ogni dettaglio, anche irrilevante, del suo temperamatite. Avrebbe saputo così d’essere capace di una concentrazione vicina alla meditazione, al controllo del respiro, all’analisi e percezione chetata del dolore, o vicinanza al pensiero divino, al quale alla fine avrebbe dato un nome, scegliendolo tra la rosa dei tanti a disposizione. Però non si sentiva in grado di affrontare nessuna prova del genere, niente che potesse metterlo almeno sulla strada giusta. Era troppa la voglia di guardare i preti chiusi dentro le loro chiese senza ragionarci sopra, passandoci accanto distrattamente. Ma sì, cos’era dopotutto la fede, se non un appiglio in più o in meno durante il cammino della propria vita? Senza tanti giri di parole, domani avrebbe detto alla suora che l’ora di catechismo per lui era inutile, tempo sprecato. Sa, le avrebbe detto, ma lo sa suora che mentre noi stiamo parlando la terra continua a girare? E non è come un orologio, che finito un giro, arrivata la lancetta sulle dodici, ricomincia tutto d’accapo! No, ogni rotazione del globo è un giro in meno, perché prima o poi si fermerà e allora tutto quello per cui abbiamo studiato, Gesù compreso, sarà stato inutile. Così le avrebbe detto, sperando di non essere cacciato a pedate nel sedere, come l’ultima volta quando, sebbene fosse suora, la vecchia cornacchia velata lo aveva spedito in bagno per aver paragonato dio all’ultimo dei moicani.&lt;/p&gt;
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<title>In-sicurezza</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:45:38 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Tornare a scrivere è un lento camminare in discesa.&lt;/p&gt;
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<title>Tempo per denaro sfratto ingiuntivo uguale a me</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:48:25 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il mio tempo è denaro sì, ma per qualcuno che non sono io. Esondo in casa mia, imbevendo lo zerbino di rabbia diluita. Moccia al cinema ci corregge la strada mentre Vasco, alla radio, s’inventa di cantare cose già cantate. E allora, mi chiedo cosa diavolo stia succedendo. E poi subito mi correggo, constatando che se consento alla staticità di resistere sul divano di casa mia, incarnandosi in Novella 2000 e in Cioè, allora è meglio che non mi lamenti se fuori succede lo stesso e forse meno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Non so dire</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 16:53:00 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Non so dire altro che non sia cosa lucida o già detta. Lucida perché chiara, soppesata da mille mani prima che le mie ci abbiano messo il callo sopra. E’ indecoroso che io mi sforzi di dire ciò che il già espressamente dichiarato, magari faticosamente pensato, giustificherebbe senza voce. Del venerdì non voglio parlare, preclude alla disattenzione per il mondo. Il fine settimana ormai fa parte di una cosa abnorme che chiamiamo “lavoro”. Una cosa che fino a qualche centinaio d’anni fa era il solamente l’integrazione tra uomo e uomo e uomo e natura. Ora, l’ingrediente segreto del denaro ha stravolto gli equilibri. Mi viene voglia di mandare a quel paese la madre società, così com’è impostata, e blindarmi in casa a guardare in faccia quelli della mia famiglia. Ma mi reputo noioso, mi spiacerebbe per loro. Dico il vero, trovando un’isola deserta, dove non corressi il rischio di incontrare vip e aspiranti vip che cercano banani o cocchi e che cagano dietro i palmeti, ci andrei subito.&lt;/p&gt;
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<title>La cosa smarrita</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:49:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:WordDocument&gt; &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt; &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt; &lt;w:PunctuationKerning /&gt; &lt;w:ValidateAgainstSchemas /&gt; &lt;w:SaveIfXMLInvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt; &lt;w:IgnoreMixedContent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt; &lt;w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt; &lt;w:Compatibility&gt; &lt;w:BreakWrappedTables /&gt; &lt;w:SnapToGridInCell /&gt; &lt;w:WrapTextWithPunct /&gt; &lt;w:UseAsianBreakRules /&gt; &lt;w:DontGrowAutofit /&gt; &lt;/w:Compatibility&gt; &lt;w:BrowserLevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; &lt;w:LatentStyles DefLockedState=&quot;false&quot; LatentStyleCount=&quot;156&quot;&gt; &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;mce:style&gt;&lt;!    /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable         {mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;;         mso-tstyle-rowband-size:0;         mso-tstyle-colband-size:0;         mso-style-noshow:yes;         mso-style-parent:&quot;&quot;;         mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;         mso-para-margin:0cm;         mso-para-margin-bottom:.0001pt;         mso-pagination:widow-orphan;         font-size:10.0pt;         font-family:&quot;Times New Roman&quot;;         mso-ansi-language:#0400;         mso-fareast-language:#0400;         mso-bidi-language:#0400;}  --&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times new roman,times;&quot;&gt;&lt;i&gt;Ho perso qualche cosa da qualche parte. Il problema non è dove, ma cosa. Lo so, la vita va avanti lo stesso, perché se il tempo stesso decidesse di darti una mano e fermarsi ad aspettare fino a quando tu non avessi trovato la cosa che cercavi, beh, sarebbe magnifico giusto? Ma non è così che funzionano le cose. Il tempo è fatto di scaglie solari che avanzano ininterrottamente e inesorabilmente. Anche se ti chiudessi dentro una stanza completamente buia quest’evoluzione accadrebbe comunque. Poco più in là. Non davanti ai tuoi occhi, ma tu lo sentiresti comunque. E, ripeto, il problema non è il posto nel quale ho perso la cosa, ma la cosa stessa. Migliaia di oggetti mi si stringono davanti agli occhi, si ammucchiano come a volerci stare dentro un’inquadratura troppo stretta per una foto di nozze. Si spingono e si urtano e vogliono primeggiare per essere loro la cosa smarrita. Ed io non so decidermi. Che cosa significa questo? Che ho perso tutto? Che non ho perso niente? Provo a scomporre e ricomporre, eliminare ed unire in un lego centrifugo che sfugge da tutte le parti. L'unica cosa che rimane, cioè che nomina quella smarrita, è il mio nome.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Recensioni ritrovate 2.</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:06:08 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;http://criticaletteraria.blogspot.com/2010/02/e-se-ti-perdi-il-danno-e.html&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>Come ho già avuto modo di dire &quot;se Dio trascende, l'uomo trasale&quot;</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:15:18 +0100</pubDate>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Che hai?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Sono triste.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Questo lo vedo. Ma perché?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Ciò messo l’anima e ancora non va.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Hai provato a corromperlo con un contributo elettorale?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Dici? Dopotutto è solo un animale un tantino più evoluto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Credi a me…&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Così bestemmi. Casomai sei tu che dovresti credermi.&lt;/p&gt;
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<title>Poesiola sanvalentiniana</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 08:51:42 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;Ehm... ehm&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per San Valentino&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ti ho già dato un bacino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che cosa vuoi di più?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Magari un femore,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;uno sterno,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;un osso occipitale,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;oppure una colonna vertebrale?!&lt;/p&gt;
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<title>Disappunti Disattesi</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:18:00 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p&gt;Fratellastro tese la mano allo stipite, immaginando che oltre ci fosse l'eternità riposante di un qualche materasso ad acqua. Arrivò a pochi centimetri dal cardine, poi scivolò a terra come un asciugamano bagnato fradicio, troppo pesante per restare appeso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella stanza accanto Sorella pensò al gatto affamato, che aveva spinto le zampe oltre il limite dopo il quale nulla gli era consentito, raggiungendo la ciotola dell'insalata al tonno destinata a lei. Imprecò, senza sollevare un dito dalla poltrona dove se ne stava affondata e non si mosse, chiamandolo a gran voce, col nome d'arte che gli era stato affibbiato. Fado, disse, scendi da lì, disse ancora.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fratellastro mosse un muscolo della coscia dal nome impronunciabile, forse vasto laterale, ma l'anatomia non era mai stata una materia al quale il suo cervello si era affezionato, perciò la sua attenzione si fermò solo sulla capacità di spostare quel pezzo di carne e renderlo abbastanza rigido da trainare tutti gli altri e rimettersi in piedi. Per una frazione di secondo si convinse di potercela fare, fino a quando la scossa elettrica scattò attraverso i nervi della caviglia fino a salire all'inguine, bruciandogli lo scroto per poi scrollare l'intestino e lo stomaco, fino a pizzicargli il cuore e farlo ripiombare a terra, annusando la polvere stantia tra la cucina e il disimpegno verso le scale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>So close, too close</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:58:06 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times new roman,times;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vicino alle cose c’è un angolo buio che vedi, ma dentro al quale non vedi. Così tu non guardi le cose, ma quello che accanto a loro non puoi guardare. E’ quello che accade, per come accade, passa inosservato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Più che parte - poesiola rinvenuta tra bus e bus</title>
<link>http://tapenoon.myblog.it/archive/2010/02/02/piu-che-parte-poesiola-rinvenuta-tra-bus-e-bus.html</link>
<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:58:49 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Amore.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Non provo dolore.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Il tuo pugno sbadato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Ha pugnalato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Il cuore sbagliato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Lasciarsi così.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;E' poi cosa da nulla.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Mi chiedo però.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Quale la sorte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Di quel povero cuore.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Colpito a morte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Fossimo tutti come te.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;L'Amore sarebbe, ohimè.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Corpo del reato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Più che parte.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium; font-family: times new roman,times;&quot;&gt;Di un corpo amato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Chei di &quot;Contecurte&quot;</title>
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<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:12:44 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;Vi collego volentieri al blog in madrelingua Contecurte nel quale è stato inserito un altro piccolo post in friulano. E' stata una piacevole parentesi, non so quanta acqua dovrà passare sotto il ponte prima che riprenda a pensare in friulano e poi a scriverlo, chiedendo venia per la grafia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://contecurte.splinder.com/post/22161344/%C2%ABSERVIZIS+SEGRETS%C2%BB+di+Renzo&quot;&gt;http://contecurte.splinder.com/post/22161344/%C2%ABSERVIZIS+SEGRETS%C2%BB+di+Renzo&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>cOME mI sENTO oGGI</title>
<link>http://tapenoon.myblog.it/archive/2010/01/29/come-mi-sento-oggi.html</link>
<author>noreply@myblog.it (tapenoon)</author>
<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 14:47:27 +0100</pubDate>
<description>
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: mceinline;&quot;&gt;oGGI mI sENTO gALANTE cOME lA pECE, sICURO cOME iL dENARO, fORTE cOME uNA cURA sPERIMENTALE fALLIMENTARE, cAPACE cOME uN cASTELLO dI cARTE iN bALIA dI uN vENTILATORE. pUNTO.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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