07/01/2012

Il duro mestiere di papà

Papà entra in casa, un po’ giù di morale.
“Com’è andata al lavoro oggi?”
“Ho fatto il calcare” mi risponde togliendosi il soprabito di dosso. La cravatta se l’è annodata moscia, il nodo arriva allo sterno.
“Non ti piace fare il calcare?”
“No, mi sento un cretino”
“Quando potremo vederti?”
“Non so, dipende dagli accordi con lo sponsor. A noi mica ce lo dicono.”
Si chiude in bagno, fa quello che deve fare, lo sciacquone romba, attraverso la zigrinatura del vetro lo vedo lavarsi le mani. Quando esce non ha più la cravatta, ma una felpa coi buchi fatti dalle braci delle sue sigarette.
“Cantavi?”
“Ma sì, una filastrocca stupida. Poi, il supereroe ci ha spazzati tutti via con un soffio.”
“Beh, mi sembra divertente.”
“Non lo è. Dov’è tua madre?”
“A farsi la ceretta”
“Cazzo…scusa, non dovevo dirlo.”
“Non importa papà, lo diciamo sempre a scuola.”
“Ah, allora è inutile trattenersi.”
Si siede pesantemente sul divano, prende il telecomando, accende la televisione. Sul teleschermo c’è la pubblicità delle caramelle alla menta. Uomini travestiti da confetti bianchi ballano e cantano in cerchio, mentre una ragazza seduta sopra una panchina ride allegra, mostrando a tutti il pacchetto di mentine.
“Qui eri davvero carino” gli dico.
“No, faccio cagare. Come tutta la pubblicità”. Solleva il braccio, punta il telecomando, spegne la televisione.
“Magari quella dell’anticalcare andrà meglio” gli dico sperando di tirarlo su di morale.
“Magari. Per voi bambini anche un papà in calzamaglia bianca che scappa davanti a un prodotto chimico sembra una cosa bella. Per noi adulti è diverso.” Mi passa una mano tra i capelli e prende il giornale.
“Dove hai detto che è tua madre?”
“A farsi la ceretta.”
“Cazzo..” e stavolta non mi chiede scusa.

11:57 Scritto da: tapenoon | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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