29/12/2011

Riflessioni post-riflessioni

Andatevene. Nel delirio delle vostre facce scure, andatevene. Io dipingo. E non mi muovo. Pittura e immobilità, tanto mi basta. I coppi raccolgono tutta la neve che possono contenere nel loro incavo e io, che li guardo, mi dico che noi capricorni amiamo le conche e i posti racchiusi. Centri storici così come gomiti o i nidi delle ginocchia. Non possiamo farci nulla, poiché sono le stelle a suggerircelo. Non vi dirò: odio le comitive. Lo avete capito già da voi che non le sopporto e chi ne fa parte non è il benvenuto in questa casa. Andatevene, vi dico e lasciatemi solo. Se il freddo attraversa la mia casa da parte a parte, la freccia di un cupido nordico innamorato del gelo, mi lascerò morire lentamente, con l’espressione congelata di chi ha visto accadere un miracolo ed è morto nell’istante successivo. Beatitudine, non la chiamano così?
A chi mi chiede quanto valga questo mio quadro o quell’altro mio dipinto, io rispondo che non hanno alcun valore, poiché il valore non è nulla in questa stanza. Non conta, così come non conta il potere, il sesso, la gioia o la tristezza. I sentimenti sono “il sentimento”, ridotto ai minimi termini dalla pazienza e dalla riflessione. E se proprio dobbiamo dargli un nome lo chiameremo “gentilezza”, che vale per tutto e per tutti. Come dite? Sono pazzo. Pazzo io? Pazzi gli altri. Voi ad esempio.

17:33 Scritto da: tapenoon | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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