28/12/2011
cose che rotolano
Allora vidi la macchina imbarcarsi tutta da un lato, sollevarsi lentamente come lentamente un giocatore di poker solleverebbe una donna di cuori, carta mancante per completare la scala reale che gli darà vittoria, fama e soprattutto un sacco di grana (grana che poi perderà centellinandola nelle mani successive), e siccome la lentezza fa parte del gioco, del bluff come della strategia, ogni movimento acquista sacralità e peso (peso reale intendo), sicché la macchina che s’imbarcò e si piegò tutta da un lato acquistò peso (come se non ne avesse già abbastanza), trasformandosi in macigno che rotola ed è già frana così da solo, e i due pneumatici, sui quali tutto il peso della vettura-macigno-frana, si piegarono sopra le linea del diametro venendo a somigliare a due monetine poggiate sui binari e sformate dal passaggio di un treno e poi raccolte e portate in trionfo dai ragazzini festanti, monetine che poi non serviranno più a un bel niente perché tutti i flipper, tutti i videogiochi di questo mondo le risputeranno schifate, inorridite da quella forma che non è più coniabile tanto che solo allora i ragazzini si renderanno conto di quanto è stato stupido il loro gesto (anche se maledettamente divertente) e così facendo hanno sprecato l’unica chance economica del fine settimana, e su questa faccenda delle ruote che si piegano come monetine facendo esplodere e schizzare via in uno lampo slabbrato i pneumatici (molto lisci, a dirla tutta) non c’è molto altro da dire e così, ricordo, concentrai lo sguardo sui due fanali accesi in forma abbagliante che, nonostante la carambola anormale, continuavano a emettere una forte luce bianco-lattea in movimento ruotante che, se volessimo davvero essere cinici fino in fondo, ricordavano le stroboscopiche illuminanti la pista da poco abbandonata dal conducente e dalla sua compagna (amante, diciamo le cose come stanno, perché sua moglie già dormiva amabilmente nel grande letto matrimoniale, ignara di tutto) e nel volo (lo ammetto) maestoso che la scocca stava facendo davanti ai miei occhi i fasci di luce danzavano piroettando, perché no?, felicemente e pensai che forse era tutto lì il segreto, mi spiego, il segreto della vita: carpire i dettagli, perché sono quelli che di solito ci sfuggono e riducono la realtà a una cosa piatta e uguale per tutti, invece cogliendoli ogni cosa cambia volto (e lo cambia solo per noi) e così fui felice di questa rivelazione, che però non mi fu utile per evitare l’impatto con l’avantreno piuttosto robusto.
10:18 Scritto da: tapenoon | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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