21/06/2011

Zhiguli

Sono un eseguibile.

Ragioniamoci sopra, ma in gran fretta. Ho la sabbia in testa, perché, vedi, non è solo che lo so da quando mio nonno cominciò a ripetermelo in continuazione, e lo fece dai dieci anni ai diciotto, quando decisi che per me era abbastanza così, ma lo so perché me ne rendo da me e so che farei la felicità di un sacco di impresari edili, che mi prenderebbero e con la mia sabbia ci farebbero della buona malta. Ho le mani piatte, i calli non interagiscono, non ne vogliono sapere. Perché sono un eseguibile. Ve l’ho già detto? Faccio a comando, mi trattengo un po’ sulla situazione e poi cambio parrocchia. Non è per fare del teatro che lo dico. Va così e basta.

In spiaggia molti padri accudiscono castelli si sabbia e rabbia, perché l’ondata di marea ne abbatte una buona porzione. A guardare quelle costruzioni si intuiscono embrioni di progettini per villette e quartieri residenziali fuori città, con ponticelli, viuzze e disimpegni urbani poco consolatori. La malariuscita del futuro quartiere lo si intuisce dalla faccia annoiata del bambino che guarda il padre studiare planimetrie e urbanizzazioni per qualche migliaio di famiglie. No, l’ondata che arriva a questo punto ci pare consolatoria e liberatoria. Il padre sbraita, finisce di distruggere quel che la battigia ha conservato e se ne va, dimenticando il bambino.

A me, che sono un eseguibile e che nella costruzione di future villette non ci trovo niente di particolarmente attraente, viene in mente sempre il paese di Oz, coi mastichini che vivevano in casette una appiccicata all’altra, con i nidi sul tetto dove uova in schiusa davano alla luce ancora più piccoli mastichini, pronti a festeggiare Dorothy e il suo maledetto cane, che se non fosse stato per lui a quest’ora la ragazza stava al sicuro nel rifugio coi nonni, incurante del tornado. Ma sto divagando. Dio quanti padri ingegneri e quante mamme col tatuaggio. Se fossi un genio avrei già classificato i tatuaggi per tipologia, venendo a scoprire che moltissimi ce l’hanno uguale. A proposito, cosa pensano le donne che, incrociandone un’altra, ci vedono addosso lo stesso logo? Perché ormai il tatuaggio è un logo. Pensano quello che penserebbero scoprendole lo stesso vestito o lo stesso paio di scarpe? Io mica lo so, giacchè sono solo un eseguibile.

 

15:07 Scritto da: tapenoon | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Rileggevo un pò di racconti che avevo scritto per il mio blog, e mi sei venuto in mente tu. I nostri commenti dopo la lettura, come stai Tape? Valentina

Scritto da: Valentina | 22/06/2011

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