26/02/2010
Non so dire
Non so dire altro che non sia cosa lucida o già detta. Lucida perché chiara, soppesata da mille mani prima che le mie ci abbiano messo il callo sopra. E’ indecoroso che io mi sforzi di dire ciò che il già espressamente dichiarato, magari faticosamente pensato, giustificherebbe senza voce. Del venerdì non voglio parlare, preclude alla disattenzione per il mondo. Il fine settimana ormai fa parte di una cosa abnorme che chiamiamo “lavoro”. Una cosa che fino a qualche centinaio d’anni fa era il solamente l’integrazione tra uomo e uomo e uomo e natura. Ora, l’ingrediente segreto del denaro ha stravolto gli equilibri. Mi viene voglia di mandare a quel paese la madre società, così com’è impostata, e blindarmi in casa a guardare in faccia quelli della mia famiglia. Ma mi reputo noioso, mi spiacerebbe per loro. Dico il vero, trovando un’isola deserta, dove non corressi il rischio di incontrare vip e aspiranti vip che cercano banani o cocchi e che cagano dietro i palmeti, ci andrei subito.
16:53
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (5)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
19/02/2010
La cosa smarrita
Ho perso qualche cosa da qualche parte. Il problema non è dove, ma cosa. Lo so, la vita va avanti lo stesso, perché se il tempo stesso decidesse di darti una mano e fermarsi ad aspettare fino a quando tu non avessi trovato la cosa che cercavi, beh, sarebbe magnifico giusto? Ma non è così che funzionano le cose. Il tempo è fatto di scaglie solari che avanzano ininterrottamente e inesorabilmente. Anche se ti chiudessi dentro una stanza completamente buia quest’evoluzione accadrebbe comunque. Poco più in là. Non davanti ai tuoi occhi, ma tu lo sentiresti comunque. E, ripeto, il problema non è il posto nel quale ho perso la cosa, ma la cosa stessa. Migliaia di oggetti mi si stringono davanti agli occhi, si ammucchiano come a volerci stare dentro un’inquadratura troppo stretta per una foto di nozze. Si spingono e si urtano e vogliono primeggiare per essere loro la cosa smarrita. Ed io non so decidermi. Che cosa significa questo? Che ho perso tutto? Che non ho perso niente? Provo a scomporre e ricomporre, eliminare ed unire in un lego centrifugo che sfugge da tutte le parti. L'unica cosa che rimane, cioè che nomina quella smarrita, è il mio nome.
19:49
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
14/02/2010
Recensioni ritrovate 2.
http://criticaletteraria.blogspot.com/2010/02/e-se-ti-perdi-il-danno-e.html
15:06
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
12/02/2010
Come ho già avuto modo di dire "se Dio trascende, l'uomo trasale"
Che hai?
Sono triste.
Questo lo vedo. Ma perché?
Ciò messo l’anima e ancora non va.
Hai provato a corromperlo con un contributo elettorale?
Dici? Dopotutto è solo un animale un tantino più evoluto.
Credi a me…
Così bestemmi. Casomai sei tu che dovresti credermi.
14:15
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
11/02/2010
Poesiola sanvalentiniana
Ehm... ehm
Per San Valentino
ti ho già dato un bacino.
Che cosa vuoi di più?
Magari un femore,
uno sterno,
un osso occipitale,
oppure una colonna vertebrale?!
08:51
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (5)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
10/02/2010
Disappunti Disattesi
Fratellastro tese la mano allo stipite, immaginando che oltre ci fosse l'eternità riposante di un qualche materasso ad acqua. Arrivò a pochi centimetri dal cardine, poi scivolò a terra come un asciugamano bagnato fradicio, troppo pesante per restare appeso.
Nella stanza accanto Sorella pensò al gatto affamato, che aveva spinto le zampe oltre il limite dopo il quale nulla gli era consentito, raggiungendo la ciotola dell'insalata al tonno destinata a lei. Imprecò, senza sollevare un dito dalla poltrona dove se ne stava affondata e non si mosse, chiamandolo a gran voce, col nome d'arte che gli era stato affibbiato. Fado, disse, scendi da lì, disse ancora.
Fratellastro mosse un muscolo della coscia dal nome impronunciabile, forse vasto laterale, ma l'anatomia non era mai stata una materia al quale il suo cervello si era affezionato, perciò la sua attenzione si fermò solo sulla capacità di spostare quel pezzo di carne e renderlo abbastanza rigido da trainare tutti gli altri e rimettersi in piedi. Per una frazione di secondo si convinse di potercela fare, fino a quando la scossa elettrica scattò attraverso i nervi della caviglia fino a salire all'inguine, bruciandogli lo scroto per poi scrollare l'intestino e lo stomaco, fino a pizzicargli il cuore e farlo ripiombare a terra, annusando la polvere stantia tra la cucina e il disimpegno verso le scale.
09:18
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
04/02/2010
So close, too close
Vicino alle cose c’è un angolo buio che vedi, ma dentro al quale non vedi. Così tu non guardi le cose, ma quello che accanto a loro non puoi guardare. E’ quello che accade, per come accade, passa inosservato.
21:58
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
02/02/2010
Più che parte - poesiola rinvenuta tra bus e bus
Amore.
Non provo dolore.
Il tuo pugno sbadato.
Ha pugnalato.
Il cuore sbagliato.
Lasciarsi così.
E' poi cosa da nulla.
Mi chiedo però.
Quale la sorte.
Di quel povero cuore.
Colpito a morte.
Fossimo tutti come te.
L'Amore sarebbe, ohimè.
Corpo del reato.
Più che parte.
Di un corpo amato.
13:58
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (3)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
01/02/2010
Chei di "Contecurte"
Vi collego volentieri al blog in madrelingua Contecurte nel quale è stato inserito un altro piccolo post in friulano. E' stata una piacevole parentesi, non so quanta acqua dovrà passare sotto il ponte prima che riprenda a pensare in friulano e poi a scriverlo, chiedendo venia per la grafia.
http://contecurte.splinder.com/post/22161344/%C2%ABSERVIZ...
09:12
Scritto da : tapenoon
| Link permanente | Commenti (2)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook



