prove di personaggio

  Desidero dormire. Farlo accanto alla mia pietra tombale. Desidero rimescolare la terra dove andrò già cenere, fastidiosa per le formiche, tappa-tane per i vermi, buona per i semi. Essere già là dove sarò. Prima che accada, senza premonizioni di sorta. Precedermi, di fatto. Una lunga descrizione è il morire. Un eterno raccontare al proprio cuore ciò che si vede. … Continua a leggere

Suonano alla porta…

Insomma, suona il campanello e bussano alla porta. Intanto, suonare e bussare non sta bene, non va bene, è segno di maleducazione. Di certo adolescenziale. Apro, perché aprire è un po’ morire ma, dato che aprire una porta è anche un po’ come partire, tutto torna. Sulla porta quattro adolescenti. Alti, magri, vestiti male, ma cosa vuole dire vestirsi male … Continua a leggere

Ci sono cose da fare e da dire anche di notte

  Ci sono cose da fare e da dire anche di notte. Ci sono conversazioni che mai crederesti e che succedono, perché qualcuno ti pensa e tu non sai di essere pensato, sebbene molto tempo tu stesso abbia pensato a questa persona in modo quasi maniacale nonostante, non la conoscessi affatto. D’altra parte, non avresti potuto. E poi le cose … Continua a leggere

Scavate e troverete

Scavate e troverete, diceva quello, ma io so che il tizio in questione dormiva la notte e di giorno poteva quindi picchiare di pala senza doversi dare spiegazioni assurde per la stanchezza sul groppone, spiegazioni del tipo che gente famosa ti chiama sul cellulare a ore improbabili del mattino. Io non sono un masochista ma al telefono ormai sono legato … Continua a leggere

scampolo da Tornadamo

  Esitavo, perché non era mai stato semplice per me. Nemmeno prima, all’inizio. Quando ero padrone di tutto lì sulla terra. E quando dico tutto, intendo proprio quello. Per me erano immensità, era già il Paradiso, pensiero che Lo faceva imbestialire. Non capisco, gli dicevo ogni tanto, durante le nostre rare passeggiate assieme. Non capisco, sei Tu che mi hai … Continua a leggere

pronto, chi è?

Cellulare, trillo, metamorfosi trapuntata alla mia sinistra. Da donna a spietata macchina da guerra. Fuggo dalle coltri appena prima che un piede dalle unghie taglienti mi sfregi polpaccio e, forse, chissà, si diriga verso l’inguine, verso il mio unico tesoro. Guardo il numero. Non è mamma, non è mio fratello, non sono loro. Pronto? Sei tu? Io sono io, ma … Continua a leggere